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La varietà Etichetta Verde viene prodotta con olive come la Nocellara del Belice e la Biancolilla, varietà pregiate che danno un olio dal sapore ricco ed intenso adatto sia ai condimenti che alla cottura.
La varietà Etichetta Gialla viene prodotta con olive della varietà Carolea nelle fresche e soleggiate colline di San Vincenzo, una cultivar di antica e nobile tradizione che trova proprio nella Calabria del Nord il suo habitat ideale.
Centro di origine medioevale, già citato dall'Archivio Vaticano in un documento del 1113, San Vincenzo La Costa ha una disposizione geografica ottima essendo vicina al capoluogo e ad importanti nodi ferroviari e stradali. L'economia è soprattutto di tipo agricolo diretto sia all'autoconsumo che alla produzione e commercializzazione dei prodotti alimentari conservati; presente anche il piccolo artigianato e buone prospettive per l'agriturismo.
Dal 1855 è comune
autonomo con annesse le frazioni di San Sisto e Gesuiti, nel periodo fra il 1928
e 1936 per disposizione del governo fascista viene aggregato al Comune di
Montalto, per ritornare di nuovo autonomo nel 1937.
La frazione Gesuiti, immersa fra castagneti e ulivi, a circa 2 km da San Vincenzo conobbe un certo sviluppo industriale nel '900 per la presenza di stabilimenti per la lavorazione del legno ed estrazione di prodotti del tannino di cui oggi resta visibile un'alta ciminiera.
La frazione San Sisto, circondato da querce e da una natura rigogliosa, oggi è un grazioso paesello di circa 500 abitanti, efficiente e con un innato senso dell'imprenditoria.
Oggi, è una
città particolarmente prospera fra quelle siciliane che deve la sua riccheeza
principalmente alla coltivazione di vigneti e uliveti e all'esportazione di
olive, olio e vino e sul turismo.
In realtà, la sua fondazione risalirebbe alle antiche popolazioni sicane di
Legum e successivamente alle colonie dei cosiddetti veterani selinuntini
destinati alla custodia delle derrate da cui l'antico nome
"castrum veteranorum".
L'olivicoltura della Valle
del Belice è rappresentata dalla "Nocellara del Belice", che da sola copre il
90% del panorama varietale della zona. Questa tipologia olivicola di così grande
estensione (14.000 ettari circa), costituisce un raro esempio di alta
specializzazione. L'area comprende i territori di Castelvetrano, Campobello di
Mazara, Partanna, Santa Ninfa, e parte dei territori di Mazara del Vallo,
Salaparuta e Poggioreale.
Risulta inserita in un contesto storico ed
ambientale unico nel suo genere, rappresentato dalla leggendaria Selinunte con i suoi templi, dalle Cave di Cusa, e
dalla Riserva Naturale sul Fiume Belice.
La cultivar "Nocellara
del Belice" è una varietà a duplice attitudine, utilizzata sia come oliva verde
da mensa che come oliva da olio. Viene raccolta precocemente (ottobre -
novembre), prima dell'invaiatura, presenta pezzatura grossa (5-7 grammi) e polpa
molto consistente che rappresenta mediamente l'86% dell'intera drupa. La resa in
olio si aggira intorno al 19%, di ottima qualità sia dal punto di vista chimico
fisico (bassi valori di acidità, numero di perossidi e spettrofotometria,
elevata quantità di polifenoli) che organolettico-sensoriale (fruttato intenso,
intensità di piccante medio grande).
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